Comune di San Lorenzo Maggiore » Conosci la città » Storia

Fotogallery

Limata

Scrivi al Sindaco!

scrivi al sindaco

INFORMAGIOVANI

INFORMAGIOVANI

Accessibilità



questo sito e' conforme alla legge 4/2004

Progetto ALI

progetto ALI

Storia

Limata fu terra di discreta importanza, le cui costruzioni più antiche risalgono ai tempi longobardi.
È da ritenere per altro che esisteva anche anteriormente con una relativa antichità. È nominata nella Cronaca del monastero di S. Vincenzo al Volturno, e propriamente nel testamento di un tale Imend, in data dell'800: " Ego enim Imend Tendacus filius" Teupi, in primis omnium integram portionem meam de casale "in Telesias et portionem meam in Limata". Nella divisione Normanna dipendeva dalla Contea di Alife, e n'era posseditrice la casa di Bornia, con dipendenza da Roberto e indi da Rainulfo Conte di Alife. Fu presa da Re Ruggiero nelle guerre contro il cognato. Ne parla l'Abbate Telesino nel racconto delle gesta di quel Re, con le seguenti parole, (al cap. 61, pag.632 della edizione del Muratori negli Scriptores rerum italicarum): " Quo capto (Ponte) die ipsa continuo ad castrum, quod nominarur " Limata, aggrediendum properat, quod cito comprehensum, simul " que depopolatum, novissime vero ignis crematione omnino deletur; " erat enim et illud alterius praedicti Comitis (Raynulphi) Optimati, " cuius vocabulum Rodolfhus de Bernia dicebatur". Dalle quali parole sappiamo che il possessore era appunto il Rodolfo di Bernia. La terra feudale non venne interamente abbandonata, non ostante il saccheggio e l'incendio totale di cui parla l'Abate Telesino nel far motto della presa per assalto fattane da Re Ruggiero; e venne inclusa nella Contea di Caserta al riaffermarsi della potenza Normanna. Infatti nel catalogo dei baroni normanni, sotto l'epigrafe Comitatus Casertae, trovansi, al N.978, i possedimenti di Guglielmo di Sanframondi, e tra essi il "tenet in demanio Limatam quae est feudum duorum militum". E nel cartario di S. Maria in Gruttis di Vitulano trovasi, in data del 1173, ottobre, indizione VII, anno 7° del regno di Guglielmo, un diploma col quale Guglielmo di Sanframondo, figlio del quondam Guglielmo, signore di Limata, Guardia, ecc., offre a Roberto, priore di Montedrago, una terra in Lunata, luogo detto isola Aimari. Lo scrisse Giovanni giudice e notaio, lo sottoscrisse Giacomo giudice, e si segnarono con croce Guglielmo di Sanframondo, Balduino Malamanno milite e Pietro Arciprete di Limata. Con la stessa data havvi pure altro diploma, con cui lo stesso Guglielmo di Sanframondo concede al monastero la facoltà di pascolare, attingere acqua e legnare in tutto il tenimento di Limata e Guardia.

avanti...

Comune di San Lorenzo Maggiore

HTML 4.01 Strict Valid CSS
Pagina caricata in : 0.197 secondi
Powered by Asmenet Campania